Festa in piazza e visita guidata alla settecentesca chiesa parrocchiale

COMUNE DI ROVERBELLA Via Custoza e Piazza Italia

A partire dalle ore 20,00, nella suggestiva cornice del centro storico di Roverbella, l’Associazione la Piazza propone una cena con degustazione di piatti tipici preparati dai ristoratori  roverbellesi. Alle ore 19,00 è programmata una visita guidata alla settecentesca chiesa della Beata Vergine Maria e San Gregorio Magno.

La chiesa di Roverbella è intitolata all’Annunciazione della Beata Vergine Maria e a San Gregorio Magno, patrono della parrocchia. È edificata al posto di un precedente tempio che, ricostruito più volte e condotto dai Benedettini di Canedole e Marengo, è documentato dalla prima metà del Trecento. L’antica parrocchiale di Roverbella descritta negli inventari e nelle visite pastorali che precedono l’edificazione dell’attuale chiesa, aveva in presbiterio una singolare struttura dove sotto all’altare, sopraelevato di nove gradini, si trovava una cappella dedicata alla Madonna del Bacio o della Vita, raggiungibile tramite due scale simmetriche poste lateralmente. La prima pietra dell’attuale tempio è posata dal conte canonico don Antonio Cortesi Libramonti, delegato dell’allora vescovo Guidi Di Bagno, il 13 giugno 1758. Nel cartiglio in chiave dell’arco trionfale è riportata l’iscrizione “D.O.M. templum hoc erit in exemplum” con la data 1766 che per molti cronisti è stata indicata come riferimento per la chiusura del cantiere. Dai documenti emerge diversamente che i lavori si sono protratti oltre il 1776 quando risultano conclusi l’abside, il presbiterio, la sagrestia e la navata, escluso il tetto. Nel 1796 la copertura della chiesa deve essere comunque conclusa, essendo usata come deposito di fieno da parte delle truppe francesi che la utilizzano anche come riparo per i propri carri.

La chiesa, con pianta longitudinale ad un'unica navata, è di stile tardobarocco e presenta all’interno un apparato decorativo a stucchi di gusto rococò. La facciata, con un forte accento verticale, presenta un doppio ordine architettonico sovrapposto con trabeazione e frontone spezzati. Lesene ioniche su due o tre livelli scandiscono il basamento in cinque campate di differenti profondità così da creare una superficie dinamica che include le sporgenze laterali delle cappelle. Al centro si trova il portale architravato d’ingresso, concluso da una cimasa curvilinea con in sommità una valva di conchiglia con festoni di frutta laterali. La parte superiore della facciata, con paraste di ordine composito, è raccordata lateralmente tramite volute alla maggiore larghezza del basamento ed è scandita in tre campate. Al centro, un’ampia bucatura ad edicola con cornice ad orecchie e timpano ad arco ribassato segna l’asse centrale del prospetto. Ai lati si trovano due nicchie cieche centinate, a contorno mistilineo. Due pinnacoli piramidali con sfera segnano le estremità superiori della zona del basamento, mentre cinque vasi con fiamma terminano il frontone del tempio. Il campanile a canna liscia, è risolto nella parte sommitale come un belvedere. Una balaustra, con pinnacoli piramidali agli estremi, confina lo spazio di copertura. Al centro si trova una costruzione che, in forma di tempietto ottagonale con lesene tuscaniche piegate a libro e aperture centinate, è sormontata da una cupola e da un lanternino.

La pala dell’altare, con l’Annunciazione, è attribuita a Lorenzo Costa il Vecchio (Ferrara 1460 – Mantova 1535). La prima cappella a destra è dedicata alla Sacra Famiglia. Al centro si trova una tela di Giovanni Ghirardini del XVIII secolo con la Sacra Famiglia, Sant’Anna e San Gioacchino. Il tabernacolo in legno dorato è del XVI secolo. La cappella successiva di San Gregorio Magno ha al centro un dipinto di Pietro Soresini dell’inizio del XIX secolo. San Gregorio con alle spalle il Castel Sant’Angelo è rappresentato, durante una processione di religiosi e moribondi, mentre attira l’attenzione di San Carlo verso una visione celeste di angeli. La prima cappella di sinistra verso il presbiterio è dedicata alla Madonna del Rosario. La cappella del Sacro Cuore di Gesù presenta un’ancona cinquecentesca acquistata nel 1912 dalla chiesa di San Fermo Martire di Verona. Gli affreschi sulle pareti sono realizzati da Giovanni Ghirardini. Sulla volta della navata si riconoscono la Natività di Gesù e la sua Trasfigurazione; sopra il presbiterio un Cristo Risorto; mentre negli spicchi dell’abside sono rappresentate le tre virtù teologali: la Carità con la fiamma sul capo, la Fede con il calice in mano e la Speranza con l’ancora alle spalle. Lungo le pareti dell’aula si trovano i quattro evangelisti e sopra il pulpito due angeli. L’organo è realizzato nel primo ‘800 da Ferdinando Montesanti. Nella sagrestia al centro della volta c’è il sacrificio di Melchisedech con ai lati i quattro dottori della chiesa. La tela dell’altare rappresenta Maria con le allegorie della chiesa a sinistra, e della sinagoga al centro.

Info: Silvia Longo| M. 340 9264808| maxsilvy71@libero.it

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