Il complesso della Carpaneta, oggi Ersaf, è realizzato dalla famiglia Castagnari nel 1876, in sostituzione di un precedente manufatto. Delle strutture settecentesche rimane solamente una scuderia. La corte si compone di casa padronale, scuderia, corpi rustici, abitazioni per i salariati e recenti strutture realizzate dell’Ersaf. In asse con la strada di accesso alla corte, in fregio al canale Tartagliona, si trova la pila da riso suddivisa in due piani: il piano terra era in origine occupato dai macchinari e il piano primo, dal granaio. Della struttura originaria si conservano parte delle apparecchiature interne e la ruota esterna, azionata delle acque del canale Tartagliona.
La pila della Carpaneta è del tipo a pistoni. Si tratta di un sistema che, già in uso dalla fine del '400, è gradualmente sostituito, dalla seconda metà dell’800. Il macchinario della Carpaneta si compone oggi di 15 vasche in pietra rosa della Lessinia, con interno a ellissoide, e rispettivi 15 pistoni ossia pali di legno di melo con punte protette con scudo di ghisa. Inseriti su un telaio di legno e forniti di un apposito manico sul retro, i pistoni sono mossi alternativamente da una serie di bracci metallici, fissati, con disposizione ad elica, su di un albero metallico posto orizzontalmente alle spalle dell’intera struttura. L’albero metallico è a sua volta azionato da ingranaggi collegati alla ruota ad acqua esterna. Questo sistema di pilatura consentiva la lavorazione di due parti di riso al giorno con un lavoro che si poteva protrarre anche per 18 ore. La lentezza del sistema e l’eccessiva quantità di risina prodotta (chicco di riso spezzato, di scarso valore commerciale) rende il meccanismo a piloni meno efficace rispetto al successivo a grola.