Realizzato lungo il corso del canale Tartagliona, l’opificio comprendeva una pila e un mulino messi in funzione ciascuno da una propria ruota. La struttura venne realizzata, dopo il maggio del 1763, da Francesco Galeotti, da cui il toponimo di pila del Galeotto. L’opificio mantiene tuttora la sua originaria funzione ed è composto da un lungo fabbricato con all’interno diverse funzioni: nella porzione verso il canale si trovano la pila e il mulino e al piano primo il granaio, accanto al quale si sviluppa, su due piani, l’abitazione del “pilota”. L’originario sistema a piloni viene sostituito a fine ‘800 da una più efficace macchina a grola ancora azionata dalle ruote mosse dal canale Tartagliona.