Il complesso è delimitato in parte da un rettangolo idrico. La struttura si compone di un massiccio fabbricato padronale a cui si affiancano le case dei salariati, corpi rustici sul retro, un oratorio. L’aia in cotto, delimitata da un canale e da una barchessa, serviva da deposito per l’essiccazione del riso. Dopo la mietitura nei campi infatti, il cereale, trasportato su apposite imbarcazioni, raggiungeva la barchessa, in cui un’apposita macchina separava il grano dalla spiga; i cumuli di riso venivano quindi stesi ad essiccare sull’aia. La corte, realizzato tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento su probabile commissione del nobile Antonio di Agostino dalla Valle, si presenta oggi in forme ottocentesche. Al piano terra del palazzo padronale si trova un ciclo di affreschi della fine del secolo XVI raffigurante i mesi e i relativi lavori. L’apparato decorativo è scandito da un colonnato ionico. Al di sopra di ciascun mese si trova il relativo segno zodiacale sovrastato da un sole a otto raggi.
Ogni tondo è adornato da una corona circolare divisa in due parti: nella prima parte si indicata la durata del giorno alla metà del mese, nella seconda parte la durata della notte raffigurata con il crescente lunare e stelle dorate. Entrando nella sala dalla porta sul retro e iniziando dalla parete di sinistra si sviluppano in sequenza i segni dell’acquario, pesci, ariete, toro, gemelli, cancro, leone, vergine, libra, scorpione e sagittario. Sopra le porte d’ingresso verso il retro, si trova la figura di Dio creatore, mentre sopra quella in facciata di Cristo in pietà. L’oratorio realizzato nel 1605 su commissione del nobile Antonio di Agostino della Valle è dedicato a Sant’Antonio Abate. All’esterno, una targa recita DIVO A[NTONIO] HOC SACRU[M] ANTONIUS A VALLE DICA[IT] AN[NO] MDCV. L’edificio ha una facciata scandita da due coppie di lesene tuscaniche con trabeazione spezzata. Il prospetto è concluso da una cimasa a nicchia con frontone curvilineo.