Corte Facchina

Palazzo padronale del '400 caratterizzata da diversi stili decorativi

Il palazzo padronale della corte è realizzato dall’architetto Luca Fancelli (1430-1494) nella seconda metà del ‘400: l’edificio è rimaneggiato nell’800. La facciata interna, verso l’aia, conserva gli elementi propri del linguaggio fancelliano: un volume compatto concluso da una merlatura ghibellina cieca e da una cornice a dentelli di mattoni. Questo edificio rappresenta una delle prime forme di dimora padronale rurale; non tanto la villa, ma il palazzo di città, è il riferimento tipologico della struttura. La costruzione non propriamente palazzo, non ancora villa e non più castello, rappresenta la mediazione tra cultura fiorentina, padana e veneta da un lato, e castello e residenza dall’altro, e costituisce l’origine tipologica della dimora rurale mantovana. All’interno un androne centrale passante, posto longitudinalmente rispetto alla costruzione, riprende l’androne aperto, posto all’ingresso dei palazzi di città, diventando da allora, un elemento costante nella villa di campagna del territorio.

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