Chiesa Parrocchiale di Sant’Erasmo

Chiesa del 1800 che sostituisce un precedente tempio

Costruita a partire dal 1756 e conclusa nel 1805 la chiesa sostituisce un precedente tempio demolito ad inizio dell’Ottocento. Della vecchia chiesa rimangono il muro inglobato nell’attuale canonica e il campanile. Questo della prima metà del Quattrocento, chiaramente derivato dal modello del campanile della Basilica di Sant’Andrea, si rifà all’architettura gotica lombarda. Con la canna scandita da pilastri angolari e da cornici marcapiano ad archetti acuti intrecciati, ha una cella campanaria aperta da bifore con capitelli scudati. L’ottagono che sorregge la cuspide presenta monofore con bardelloni di derivazione campionese. L’arco ad ogiva presente alla base rimanda al transetto gotico della vecchia chiesa, mentre la monofora, sul muro della canonica, alla navata laterale della chiesa più antica del XII secolo. L’attuale chiesa, di gusto tardo barocco, riprende il modello della pianta rettangolare resa cruciforme tramite pilastri che creano quattro spazi secondari. 

Le decorazioni pittoriche, del 1891, rappresentano i quattro evangelisti negli spicchi della volta a vela, e gli angeli del paradiso della calotta dell’abside. Le specchiature delle lesene sono decorate con motivi a candelabra in trompe l’oeil conclusi dalla figura di un santo. Nella sagrestia si trova il quadro di Francesco Borgani (datato 1614) raffigurante l’incontro tra papa Leone I e Attila. L’opera, commissionata da Gabriele Bertazzolo, era in origine custodita in un oratorio che sorgeva dove la tradizione tramanda sia avvenuto lo storico incontro. Una copia del quadro, eseguita dal veronese Giuseppe Maderna nel 1807, si trova sulla cappella laterale di sinistra. Sempre in sagrestia, un prezioso tabernacolo seicentesco contiene le reliquie di S. Leone Magno, traslate a Governolo nel 1614. Nella chiesa si trovano inoltre un fonte battesimale del 1577 e l’organo Montesanti realizzato tra il ‘600 e l’800 prima appartenuto alla Basilica di Sant’Andrea e venduto a Governolo nel 1850.

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